VIVISEZIONE VERSO LA MORTE!
Il taglio del vivo, sorto come metodo di studio e di ricerca, postula una serie di illimitate sofferenze all'essere che la subisce controbilanciate dai risultati che tali ricerche forniscono. Allora sorge la domanda se ciò sia necessario?
Molti tecnici, tralasciando l'aspetto etico che afferisce la sfera personale, ritengono che tale metodo di ricerca sia privo di valore scientifico in quanto aleatorio ed inaffidadile. Inoltre,sempre secondo tali studiosi, il modello animale, a causa della sua inattendibilità, rappresenterebbe un pericolo per la salute dell'uomo, per la salubrità dell'ambiente, un freno verso nuovi modelli di ricerca.
A ciò bisogna aggiungere che tale pratica è realizzata su animali che in virtù dell'art. 13 del Trattatto sul Funzionamento dell'Unione Europea godono di una particolare attenzione dell'UE e degli Stati membri obbligati a salvaguardarli e a fornirgli benessere dato il loro status di esseri senzienti. Proprio la considerazione maturata a livello comunitario rimescola le carte in gioco e spinge verso una rivoluzione nel trattamento degli animali che può esser realizzata dal basso. Infatti, l'art. 11 comma 4 del TFUE statuisce la possibilità di accedere ad uno strumento di democrazia diretta. Difatti, è possibile proporre una raccolta di firme, sia cartacee sia on line, per promuovere una inizialtiva legislativa alla Commissione Europea che ha l'obbligo di vagliarla laddove presentata in ossequio ai requisiti richiesti (fra cui raccogliere un milione di firme in diversi stati membri).
In questo quadro si colloca l'iniziativa STOP VIVISECTION strumentale alla raccolta di firme per eliminare questa pratica dal territorio dell'UE ed in particolare di promuovere l'abrogazione della direttiva 2010\63UE "con la presentazione di una nuova proposta di direttiva che sia finalizzata al definitivo superamento della sperimentazione animale e che renda obbligatorio per la ricerca biomedica e tossicologica l’utilizzo di dati specifici per la specie umana in luogo dei dati ottenuti su animali". L'iniziativa si rivolge a tutti i cittadini dell'UE che abbiano raggiunto l'età per votare le elezioni del Parlamento europeo e nel sito dedicato (http://www.stopvivisection.eu) si fornisce la possibilità di sottoscrivere la petizione e di diventarne attivisti, fermo restando che la chiusura della petizione è prevista per il primo novembre del 2013. Il tutto in conformità con le disposizioni relative al trattamento dei dati personali oltre che dell'autenticità dell'iniziativa.
Adesso possiamo ritornare alla domanda di partenza e fornire una risposta con un semplice gesto di adesione verso il milione per un vero taglio ad una normativa senza violenza.